Lugo Hotel - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
ORATORIO DELLA CROCE COPERTA
  L'attuale costruzione, in stile neogotico, che risale al 1890, sorge su una precedente, antichissima chiesa dedicata all'Annunziata, della quale restano riconoscibili tracce e notevoli ornamenti.
CHIESA DI ASCENSIONE
  Fu costruita nella prima metà del XVI secolo, tuttavia, sulla base di ritrovamenti effettuati nel complesso architettonico, è lecito supporre che la fabbrica fosse il risultato di lavori di ampliamento e ristrutturazione di un antico oratorio, ora addossato nella parete destra della nuova costruzione e trasformato in sacrestia. La chiesa, ad una navata, è ornata da affreschi cinquecenteschi eseguiti da pittori della scuola romagnola. Sulla parete di fondo della cappella maggiore è raffigurata l'Ascensione.
CHIESA DI CAMPANILE
  Tra le più antiche delle diocesi, è dedicata alla Natività di Maria Vergine e fu anticamente Pieve. Sorge agli inizi del XVI secolo sulle rovine di due chiese precedenti distrutte dalle inondazioni. L'attuale chiesa è ad una navata con abside poligonale. Il campanile cilindrico di arte ravennate, sorto probabilmente su una base di epoca romana è ornato da monofore, bifore, trifore romaniche in successione dal basso verso l'alto ed è da ritenersi fra i più antichi campanili d'Italia e del mondo (secolo VIII - IX).
ORATORIO DI PASSO GATTO
  Fu edificato agli inizi del XVIII secolo e dedicato ad una piccola Madonna di Loreto la cui immagine fu ritrovata quando nel 1957 si decise di chiudere l'oratorio per procedere al restauro. E' un piccolo capolavoro di architettura barocca, a croce greca, con quattro cappelle ornate da grandi conchiglie. Ben poco resta delle suppellettili sacre: tra queste la più importante è l'artistica ancona (fine '600), capolavoro dell'artigianato locale, con nicchia entro la quale è l'immagine della Beata Vergine.
CHIESA DELL'ARGININO
  Fu costruita nell'arco di sei anni su un terreno di proprietà dei conti Emaldi e il 2 novembre 1727 fu consacrata alla Beata Vergine della Consolazione, come appare su una tabella lignea commemorativa conservata nella chiesa. Nel 1977 si procedette ad un generale restauro nel rispetto della struttura originale. Il Santuario conserva tre pale d'altare di scuola ferrarese e quattro dipinti che adornano l'abside e rappresentano i quattro santi protettori della salute (secolo XVIII).
ORATORIO DI CHIESA NUOVA
  La chiesa - oratorio, con campanile e canonica, sorse su un podere donato da Don Francesco Belletti di San Lorenzo e fu terminata nel 1717. Fu dedicata a San Giuseppe e, nel 1721, fu proclamata Parrocchiale. Nei primi anni del 1800 furono effettuati lavori di restauro con l'aggiunta delle due cappelle laterali ed il prolungamento del presbiterio. Il soffitto dell'abside fu affrescato da Carlo Ruina, eccellente pittore lughese del 1800.
CHIESA DI SANTA DOROTEA
  La sua fondazione risale agli inizi del XVIII secolo. E' una chiesetta a navata unica con la volta a botte impreziosita da due tavole raffiguranti S. Antonio da Padova in adorazione del Bambino e S. Giuseppe. Durante i lavori di restauro del 1967 venne alla luce il quadretto col volto di S. Agnese che si può ammirare al centro del catino absidale. Lungo le pareti la Via Crucis si snoda in quattordici formelle rettangolari con le figure in cotto di tonalità rosata, in accentuato rilievo.
CHIESA DI BELRICETTO
  Sorse nel lontano 1686 come oratorio privato dei Marchesi Fiaschi di Ferrara. Fu ultimata nel 1689 e dedicata alla Beata Vergine della Concezione. Verso la metà dell'Ottocento fu ampliata con l'aggiunta delle due navate laterali e dell'abside. A quell'epoca risale anche la torre campanaria con la caratteristica cupola a bulbo. All'interno era ORATORIO DI CHIESA NUOVA custodita una bella immagine della Madonna con bambino, copia ottocentesca su tavola, di una tela di Benvenuto Tisi detto il "Garofalo" che è stata trafugata nel 1986.
ROCCA ESTENSE - Piazza Martiri della Libertà
  La rocca di Lugo rappresenta un'importante testimonianza nel campo dell'architettura fortificata che, particolarmente in Romagna, caratterizzò la formazione dei centri urbani a partire dal basso medioevo. Il periodo più significativo per lo sviluppo della fortificazione corrisponde comunque alla dominazione estense (1437 - 1598) durante la quale i connotati dell'apparato difensivo vennero profondamente modificati. Della Rocca quattrocentesca restano molte strutture seminascoste da altre più recenti: sono tutt'ora leggibili l'impianto quadrangolare, articolato sul cortile interno e parti cospicue delle torri. L'aspetto attuale risale alla fine del '500, quando Alfonso II fece demolire la cittadella, divenuta superflua, riservando l'area resa libera alla fiera. Dopo il passaggio di Lugo alla Chiesa, la Rocca subì alcuni ampliamenti, conobbe una progressiva cancellazione delle caratteristiche castellane, culminate nella creazione del Giardino Pensile alla fine del XVIII secolo. Sede dell'Amministrazione comunale a partire dal 1847, ha Sale di Rappresentanza di notevole interesse culturale e storico. Rocca: aperta tutti giorni feriali dalle ore 8 alle ore 19, Sabato dalle ore 8 alle ore 13. Per visite guidate tel. 0545-38561 38556 Giardino pensile: aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19 (giugno, luglio e agosto ore 23)
PAVAGLIONE
  Caratteristico ed imponente quadriportico completato nel 1783 per il mercato dei bozzoli del baco da seta, allora molto fiorente. Allestimenti di opere musicali vennero realizzati in questo spazio fin dalla fine del '600. Oltre al mercato del Mercoledì, con i suoi seicento anni di storia, qui si svolgono una fiera biennale ed una prestigiosa rassegna di ROCCA ESTENSE - Piazza Martiri della Libertà spettacoli estivi.
PALAZZO TRISI
  Costruito nella seconda metà del Settecento, ospita i servizi culturali fra cui l'omonima Biblioteca che conta 123.000 volumi, tra cui manoscritti a autografi, incunaboli, cinquecentine e altre edizioni di pregio, periodici, stampe e disegni. Accanto ai libri trovano spazio opere su supporto magnetico e su compact disk. La biblioteca, inoltre, svolge attività di promozione culturale e di sperimentazione didattica. Attraverso il Servizio Bibliotecario Nazionale (S.B.N.) è collegata ad oltre 300 biblioteche in tutto il territorio nazionale e a banche dati italiane e straniere, via Internet e terminale videotel. Piazza Trisi, 26 - Tel. 0545-38556
MONUMENTO A FRANCESCO BARACCA - Piazza Baracca
  Subito dopo la morte di Francesco Baracca (1888 - 1918, medaglia d'oro al valor militare, eroe dell'aviazione italiana della I^ Guerra Mondiale) vennero promosse iniziative per la celebrazione dell'eroe: si costituì un Comitato per l'erezione di un monumento nazionale presieduto dal Duca d'Aosta. Il Comitato affidò allo scultore faentino Domenico Rambelli, già autore dei monumenti ai caduti di Viareggio e Brisighella, l'incarico di progettare e curare l'esecuzione dell'opera. Tra il 1927 ed il 1930 Rambelli eseguì schizzi e disegni relativi a numerose versioni dell'opera, giungendo dall'iniziale simbolismo all'efficace sintesi conclusiva, imperniata sull'equilibrio dei grandi volumi geometrici (la statua, l'ala, il basamento) Il monumento, inaugurato il 21 giugno del 1936 alla presenza del Duca d'Aosta e dei massimi gerarchi del regime, copre un'area di 1040 mq. ed è interamente rivestito di travertino di Tivoli. La statua in bronzo, alta m. 5,70, è issata su un basamento che reca le date e le località delle vittorie dell'aviatore, sui fianchi dell'ala sono PALAZZO TRISI scolpiti i simboli dei reparti cui Baracca appartenne in Cavalleria e Aeronautica: il cavallino rampante col motto "Ad Majora" e l'Ippogrifo.
Teatro Rossini
  La facciata, ripartita da lesene e marcapiani, si ripropone ancora nell'austera veste settecentesca. All'interno, la sala è scandita su quattro ordini di palchi cui si aggiunge il loggione. Palcoscenico e cavea occupano nella fabbrica uno spazio assolutamente identico. Il restauro recente ha mirato a ricostruire il Teatro come ci è pervenuto fino all'evoluzione più significativa di metà Ottocento, ripristinando quindi l'impianto originale del Settecento (autore il Petrocchi), modificato dal Marconi ed arricchito dagli stucchi del Crescentini. Si dovevano consolidare la struttura, ripristinare le parti mancanti, come gli impianti scenici che sono stati in gran parte ricostruiti, ed eliminare le superfettazioni ed il degrado cui la fabbrica era giunta. Sono state sottoposte ad un delicatissimo intervento di restauro anche le superfici a stucco o decorate. Il restauro sul Rossini ha portato anche alla scoperta interessante, sotto strati di intonaco sovrapposti, di affreschi all'interno dei primi tre ordini di palchi, da far risalire all'epoca dell'intervento del Marconi. Sono decorazioni a motivi floreali e grottesche dai colori brillanti comprese dentro specchiature geometriche delineate su un fondo grigio azzurro.